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Artista

Il Magherini, postino e pittore d'altri tempi

Soprannome: il Magherini

Pittore e Postino

Moreno Pasquini nasce e trascorre tutta la sua vita nel paese di Cavarzano. Poche notizie sulla sua gioventù ci sono note. Figlio di Gigiola e Lisetta, eredita dal padre il mestiere di portalettere. Cultore della caccia quanto della mescita, è personaggio amato in vita e nel ricordo dagli abitanti di Cavarzano.

Alla fine degli anni Settanta si avvicina alla pittura e per un lustro circa dipinge lasciandosi guidare dall'istinto, dai ricordi o traendo ispirazione da opere esistenti. La moglie Elsa Giolli, compagna di una lunga vita, raccontava che Moreno prediligeva le ore notturne per dipingere: si chiudeva in soffitta e vergava colore su tele, pannelli e quant'altro fosse adatto a ricevere la sua ispirazione.

Eppure, nonostante la luce notturna non sia l'ideale per dipingere, nei suoi quadri la luce ha sempre un posto privilegiato, quasi a raccontare la gioia che il Maestro provava nei momenti in cui, armato di colori, spatole e pennelli, affrontava le bianche tele per renderle vive.

Cifra caratteristica della sua pittura, nella maggior parte delle opere, sono l'assenza delle proporzioni e la rappresentazione di una realtà vista attraverso gli occhi di un “Bastian contrario”. Tale peculiarità ha dato il nome alla corrente del Deformismo, di cui Magherini è incontrastato capostipite.

Poche opere sono state recuperate; molte altre vivono nelle case di chi ebbe la fortuna di riceverne una in dono. Pasquini dipingeva per passione, non per denaro. Questa mostra nasce per riportare alla vista una pittura vissuta nelle case e nelle relazioni di Cavarzano.

Le opere di Moreno Pasquini raccontano persone, edifici, animali, devozioni e momenti quotidiani attraverso una lingua figurativa immediata, libera e profondamente personale.

Il percorso espositivo segue nuclei tematici anziché la sequenza dei codici. Paesaggi, figure, interni, natura e opere incompiute costruiscono una geografia affettiva. Quattro dipinti oggi scomparsi rientrano nel racconto attraverso le fotografie superstiti, esposte dichiaratamente come riproduzioni e non come sostituti degli originali.

A corredo della mostra sono esposte anche tre opere di Carlo Ghelardi, nipote di Moreno Pasquini, quasi a voler tratteggiare un segno di continuità artistica tramandato dal vincolo familiare.

Generalità Moreno Pasquini
Luogo riferimento La Cava